27 marzo 2008

Per questo mi chiamo Giovanni.

Giovanni è un bambino di Palermo. Per il suo decimo compleanno, il papà gli regala una giornata speciale: una gita attraverso la città, per spiegargli come mai, di tutti i nomi possibili, per lui è stato scelto proprio Giovanni. Tappa dopo tappa, nel racconto prendono vita i momenti chiave della storia di Giovanni Falcone, il suo impegno, le vittorie e le sconfitte, le rinunce, l'epilogo. Giovanni scopre che il papà non parla di cose astratte: la mafia c'è anche a scuola, è nel ragazzino prepotente che tormenta gli altri, è nel silenzio di complicità che ne avvolge le malefatte. La mafia è una nemica da combattere subito, senza aspettare di diventare grandi, anche se ti chiede di fare delle scelte e subirne le conseguenze.

Poco tempo fa mia sorella mi ha chiesto: “Chi è Giovanni Falcone?”. Non nascondo che la cosa mi abbia provocato un certo stupore, cioè il fatto che una ragazzina di 13 anni mi potesse fare una domanda del genere, per non parlare del fatto che francamente non sapevo trovare le parole per spiegare la mafia ad una bambina. Ho indagato un po’ per capire come le fosse venuta in mente la domanda…e così ho scoperto che la professoressa le aveva dato da leggere un libro: “Per questo mi chiamo Giovanni”. Un libro per spiegare ai bambini la mafia, la storia di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Un libro semplice e profondo, intenso e commuovente. Riporto le parole di Luigi Garlando, autore del libro: “La mafia, come fenomeno storico e sociale, richiede un’analisi complessa, è vero, ma come atteggiamento di fronte alla prepotenza e all’ingiustizia riguarda tutti. Si può combatterla già da piccoli, con la consapevolezza che la giustizia richiede scelte coraggiose, una cultura della legge che non ammette compromessi.
Ovviamente l’ho letto anch’io…così ora, se un bambino mi ripeterà questa domanda saprò sicuramente cosa rispondere, e lo consiglio a tutti perché nella sua semplicità contiene grandi verità che spesso valgono più di mille discorsi complicati. Un modo per ricordare tutti quelli che hanno combattuto e che ogni giorno combattono contro quella cosa terribile che è la mafia, perché dobbiamo pretendere giustizia e legalità sempre, in ogni luogo, tempo e ad ogni età.

Vero

“Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini.”

Giovanni Falcone

26 marzo 2008

I'M PD

Il video “I’m PD – Si può fare con Walter” realizzato dal circolo 02PD a Milano piace democratico, con un budget di 65 euro, tanta passione e autoironia, da questo momento non è più on line, come richiestoci dalla concessionaria per l’Italia della proprietà della composizione dal titolo “Y.M.C.A.” di Bellolo – Morali Willis.
Ringraziamo tutti i volontari che hanno partecipato alla realizzazione del video e le decine di migliaia di persone che lo hanno visto in questi due giorni, facendo raggiungere al nostro filmato la testa della classifica di You Tube Italia e le prime posizioni mondiali.
La nostra campagna elettorale prosegue a cominciare da questa sera, alle 21, con l’incontro “Expo un’opportunità per tutti”, in programma alla Libreria EquiLibri di via Farneti 1 a Milano.
Il nostro video “non si può fare”, ma un’Italia moderna sì, utilizzando queste ultime settimane per convincere più persone possibili a sostenere il Partito Democratico.

21 marzo 2008

FACCIAMO DUE CONTI...



Programmi: solo promesse?
Prendendo in considerazione la stima più ottimistica, il programma del Partito Democratico è coperto al 91%. Secondo la stessa stima, quello del PDL è coperto solo al 45%.

Donne in lista: chi ci crede davvero?
Alla camera il Partito Democratico candida il 42% di donne, contro il 24% del PDL. Al senato per il PD corrono il 40% di donne, per il PDL solo il 15%.

Giovani alla Camera: chi li candida?
Il Partito Democratico candida il 41% di under 40, tra cui ci sono 60 giovanissimi fino a 29 anni. Il PDL, invece, candida solo il 25% di under 40.

Facce nuove o soliti volti?
Alla Camera per il PD i volti nuovi sono 8 su 10, mentre nel PDL 7 su 10. Al Senato il PD ha il 26% di ricandidati, mentre il PDL ne ricandida il 32%.

Partito Democratico Popolo delle Libertà

Copertura programmi 91% 45%

Donne in Lista Camera 42% 24%

Donne in Lista Senato 40% 15%

Giovani in Lista Camera 41% 25%

Ricandidati Camera 21% 28%

Ricandidati Senato 26% 32%


[ I dati utilizzati sono tratti da “Il Sole 24 Ore”, edizioni del 3.03.08 e del 17.03.08 ]

19 marzo 2008

A LECCH EL FEM!



Il 14 marzo il tour di Walter Veltroni si è fermato a Lecco!
Il Cinema Nuovo alle 14 ha già una fila di persone che aspettano fuori dalle porte e l'attesa è ancora lunga. Finalmente alle 15.30 arrivano i pullman e noi Giovani Democratici accogliamo Walter con le nostre magliette ricordandogli che "A LECCH EL FEM!". Come noi tanti ragazzi e ragazze provenienti dalle scuole superiori e dalle università di Lecco lo salutano con striscioni e applausi. Dopo il discorso agli artigiani Veltroni si rivolge ai giovani: "Primo provvedimento sarà per risolvere la precarizzazione della vita dei ragazzi e delle ragazze"!

Dal programma del Partito Democratico:
  • Favorire l’accesso dei giovani al lavoro stabile
Troppi giovani sono ora “intrappolati” troppo a lungo, spesso per anni, in rapporti di lavoro precari. Questa situazione va contrastata da una parte facendo costare di più i lavori atipici e di meno il lavoro stabile; dall’altra favorendo un percorso graduale verso il lavoro stabile e garantito, con varie misure (...).
  • Contratti "atipici"? Devono costare di più.
I contratti temporanei dovrebbero essere utilizzati soltanto per prestazioni lavorative veramente a termine, riducendone la durata massima a due anni e imponendo ai datori di lavoro che li utilizzano il pagamento di contributi più elevati per l’assicurazione contro la disoccupazione. Infatti, chi è assunto con contratti a termine ha più probabilità di diventare disoccupato. Il datore di lavoro deve perciò contribuire a coprire questo rischio, più di quanto avvenga con altri contratti. Altrimenti il costo della flessibilità graverà solo sui contribuenti.

Ecco il discorso integrale di Veltroni a Lecco da Democratica TV.








12 marzo 2008

PRODOTTO INTERNO LORDO, ROTTAMIAMOLO!

L'Unione Europea sta lavorando a un nuovo indice statistico (una versione preliminare sarà operativa entro il 2009) che permette di misurare, oltre alla ricchezza prodotta, anche dei progressi ambientali e nella qualità di vita.

Cos'è il P.I.L. ?

Il Prodotto Interno Lordo (PIL), in inglese GDP (Gross Domestic Product), è il valore complessivo dei beni e servizi finali prodotti all'interno di un Paese in un certo intervallo di tempo (solitamente l'anno) destinati al consumo finale. È considerato la misura della ricchezza prodotta in un Paese.
(definizione tratta da Wikipedia)

Perché è obsoleto?

“Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell'indice Dow Jones, né i successi del Paese sulla base del Prodotto Interno Lordo. Il P.I.L. comprende anche l'inquinamento dell'aria, la pubblicità delle sigarette. Mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, comprende la ricerca per disseminare la peste bubbonica, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte e aumenta quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari”
(tratto dal discorso di Bob Kennedy all'università del Kansas nel 1968)

Il P.I.L. non è nient'altro che un indicatore delle performance economiche, incapace di distinguere se una transazione ha un effetto positivo o negativo sul benessere della popolazione!
Abbiamo bisogno di strumenti nuovi che mostrino i progressi concreti in settori che hanno grandi ricadute economiche: cambiamenti climatici, salute, diritti umani, sicurezza, ambiente.
E' necessario quindi ragionare con un modello non più concentrato unicamente sul valore della produzione, ma che comprenda anche la sostenibilità sociale e ambientale, elementi imprescindibili per valutare lo sviluppo del paese.

In ogni programma di governo il PIL è un protagonista, si tende sempre alla sua massimizzazione ma senza tenere conto ad esempio di quanto la produttività sia colpevole dell'esaurimento delle risorse energetiche, del peggioramento delle condizioni di vita e persino degli infortuni sul lavoro!

Scegliendo un indice diverso, che tenga realmente conto dei fattori che contribuiscono al benessere delle persone, i governi saranno “obbligati” a ricercare le performance sociali e ambientali investendo quanto adesso investono in tecnologie obsolete ma di sicuro ritorno monetario e rivedendo l'assetto economico verso una redistribuzione dei redditi più equa.

Andrea (Bibo)

(intervento scritto prendendo spunto da un articolo comparso su “valori – rivista di economia sociale, finanza etica e sostenibilità” )

10 marzo 2008

DIAMO CREDITO ALLA CREATIVITA'


Avete mai letto “Il venditore di storie” di Jostein Gaarder? E’ la storia di un personaggio molto creativo, la cui fantasia superava ogni limite e gli permetteva di creare da piccoli dettagli storie anche molto articolate. Col tempo si è reso conto della potenziale ricaduta sociale che poteva avere una dote del genere: cominciò così a vendere le proprie storie per creare un mercato fra scrittori in crisi…ma non solo, cominciò anche a utilizzare le propri storie per “creare relazioni” attorno a sé, per condividere e contagiare altri con il suo entusiasmo per l’inventare.

Visto che entrambi i grossi partiti che correranno in questa campagna elettorale hanno nel proprio programma il concetto della creatività, sono andato a contestualizzarla:

1) Programma PdL seconda missione: “no tax” sperimentale per le nuove iniziative imprenditoriali e professionali dei giovani
Programma PdL quarta missione: Legge quadro per lo spettacolo dal vivo (teatro, musica, danza, circhi e spettacolo viaggiante) e per promuovere la creatività italiana in tutti i campi dello spettacolo, dell’arte e della multimedialità

2) Programma PD 6° punto: Dare credito alla creatività e all'attività delle ragazze e dei ragazzi. Costituire per i giovani - allargando le misure del Protocollo sul welfare - fondi per il credito e il micro-credito, che consentano di ottenere prestiti, con restituzione posticipata agevolata, e sostenere finanziariamente percorsi formativi e progetti imprenditoriali nei settori dell’innovazione tecnologica, dello sviluppo sostenibile, nei servizi di utilità sociale e impegno civile.

Se “il venditore di storie” dovesse votare in Italia, forse sarebbe un grosso indeciso…

Mi sembra che la PdL leghi la creatività soprattutto ad un aspetto individualistico ed economico (al di là poi del discorso Spettacolo) fine a se stesso. Vende le sue storie.

Il PD, invece, mi pare rigiochi sulla collettività ciò che viene agevolato economicamente, ampliando le sue vedute sul bene comune, sull'utilità sociale e sull’impegno civile. Crea relazioni.

Per me, che lavoro nel sociale, la solidarietà sociale deve essere legata strettamente con la creatività dei giovani: valorizzo i miei talenti non fini a se stessi, ma per rigiocarli attento al contesto in cui vivo. Forse è qui che si gioca una bella fetta di campagna elettorale.

Fabio


8 marzo 2008

DALLA PARTE DELLE DONNE, TUTTI I GIORNI

Anche se è stata fatta tanta strada per offrire pari opportunità a donne e uomini, la piena libertà femminile è ancora un obiettivo lontano da raggiungere. Il governo Prodi in 18 mesi ha messo in atto molti provvedimenti come le agevolazioni fiscali alle imprese che assumono le donne, gli aiuti all’imprenditoria femminile, le maggiori tutele per la maternità delle donne con contratti precari e atipici, il piano contro la violenza sulle donne, la campagna di vaccinazione contro il tumore all’utero rivolta alle adolescenti. Ma veniamo ora al futuro. Questi sono alcuni punti del programma rosa previsti dal PD.

  • Rilanciamo i consultori perché facciano più prevenzione: educazione sessuale soprattutto rivolta ai giovani, sostegno alla maternità, cultura della responsabilità.
  • Applichiamo la legge 194: una buona legge perché ha sconfitto l’aborto clandestino, ha ridotto del 60% il numero degli aborti praticati in Italia. Il dramma dell’aborto è un’esperienza che le donne vogliono evitare. Devono essere aiutate a farlo, attraverso un più vigoroso impegno e il potenziamento delle strutture sanitarie pubbliche e del volontariato.
  • Creiamo nuove opportunità di lavoro per le donne. Il lavoro per le donne non è solo un atto di democrazia ma è indispensabile per rilanciare l’economia. Il tasso di occupazione femminile nel nostro territorio è il più basso della regione. Proponiamo una legge sull’eguaglianza di genere nel mercato del lavoro, come in Spagna, e punteggi più elevati nelle graduatorie per gli appalti alle aziende che rispettano la parità di genere.
  • Apriamo nuovi asili nido e scuole per l’infanzia per permettere alle donne di vivere serenamente maternità e socialità ed ai bambini di fruire di pari opportunità formative. Grazie alla cooperazione con le Regioni e gli enti locali, al lavoro avviato dal Governo Prodi e alle risorse già disponibili, è conseguibile l'obiettivo di quadruplicare il numero dei posti entro cinque anni.
  • Adottiamo orari flessibili e “lunghi” negli asili, nelle scuole elementari e negli uffici pubblici che rendono i principali servizi ai cittadini; che gli asili chiudano solo una settimana a Ferragosto, le scuole elementari organizzino attività estive e restino aperte anche al pomeriggio.
  • Sosteniamo la famiglia con incisive politiche di contribuzione (dote di 2500 euro per bambino) e detassazione.
  • Incentiviamo la partecipazione politica delle donne per rinnovare la politica e le istituzioni.

E facciamo in modo che non si pensi a queste cose solo quando fioriscono le mimose.

Auguri a tutte!

Vero

6 marzo 2008

PER UNA GIUSTIZIA GIUSTA, IN TEMPI RAGIONEVOLI

Come recuperare fiducia nella giustizia? Penso che questo sia uno degli interrogativi che maggiormente assilla la nostra società e un’istanza al quale il Pd deve necessariamente rispondere.


La giustizia, si sa, non è solo un valore astratto, uno di quei principi fondamentali sul quale dovrebbe reggersi ogni società civile: per potersi “realizzare” concretamente all’interno di una società e garantire la pacifica convivenza dei cittadini ha bisogno di una solida ed efficiente organizzazione burocratica, di un complesso di strutture gestite e amministrate da persone competenti, incorruttibili e, soprattutto, consapevoli delle responsabilità che detengono di fronte all’intera popolazione.

Purtroppo è evidente che qualcosa non ha funzionato all’interno di questo complesso apparato burocratico: processi interminabili, cicli di riforme iniziate e mai concluse, imperdonabili errori commessi dalle cariche più elevate della magistratura, inefficiente gestione degli Uffici giudiziari… Queste sono soltanto alcune delle “lacune” del nostro sistema giudiziario, pecche di fronte alle quali, sono sicura, il nostro Pd non chiuderà gli occhi e, se gli verrà data la possibilità, si attiverà portando avanti delle riforme immediate ed efficaci, attuando quei punti del programma che, a mio parere, coinvolgono pienamente i “nodi” fondamentali della magistratura.

La ragionevole durata del processo è un principio affermato dalla Carta Europea dei Diritti dell'Uomo e dalla nostra stessa Carta costituzionale e, pertanto, attuare una razionalizzazione e accelerazione del processo, sia civile che penale, rappresenta un’esigenza primaria. A tal proposito, saluto favorevolmente l’accenno, nel programma, alla rapida realizzazione del “processo telematico” e all’eliminazione di tutte quelle pratiche burocratiche cartacee che assorbono risorse preziose e non conducono ad alcun risultato gestorio ed organizzativo apprezzabile.

Ma non bisogna sottovalutare neppure il problema di quali debbano essere le caratteristiche del “buon magistrato”: colui che è chiamato ad interpretare e ad applicare la legge deve essere DAVVERO AUTONOMO E INDIPENDENTE DA OGNI ALTRO POTERE, come recita la nostra Costituzione, al di sopra di qualsiasi altro interesse che non sia rappresentato dalla volontà di risolvere il caso controverso in armonia con le leggi e con i diritti fondamentali della persona.

Inoltre, le controversie sono talmente differenti e i diritti da tutelare così specifici che non è possibile che “tutti si occupino di tutto”: la specializzazione dei magistrati, in particolare nel settore dei diritti fondamentali, è una prerogativa al quale il Pd non vorrà e non potrà rinunciare.

Completano il quadro delle riforme attuabili la predisposizione di sezioni specializzate per le tematiche economiche, l’adozione di misure straordinarie per definire il contenzioso arretrato e il rafforzamento del sistema di composizione extragiudiziale delle liti.

Solo attuando realmente questi punti del programma, infatti, quella tartassata macchina chiamata “sistema giudiziario” potrà, al limite, ricominciare a viaggiare su strade chiare e definite.

Solo realizzando questi interventi i cittadini avranno un buon motivo per ricominciare a credere e ad avere fiducia nella giustizia e nella magistratura… ed io, ex studentessa di legge, non dovrò più pentirmi o avere ripensamenti sulla scelta che ho fatto cinque anni fa, animata da tanti buoni valori e propositi.

Eleonora Talon