28 settembre 2008

CRONISTORIA DI UN FALLIMENTO

Stiamo organizzando un evento per SABATO 18 OTTOBRE (serata)
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PALCHI X 6CONCERTI IN 6PAESI DELLA NOSTRA PROVINCIA!

contemporaneamente
a colico, lecco, calolzio, costamasnaga, casatenovo e osnago
in occasione delle PRIMARIE DEI GIOVANI DEMOCRATICI. PERCHE' NEL LECCHESE CI SONO TANTI GRUPPI, MA POCHI SPAZI PER PERMETTERE LORO DI ESIBIRSI!DIAMO LA POSSIBILITA' ALLE BAND DI SUONARE NEL PROPRIO TERRITORIO!

MA NON E' FACILE TROVARE QUESTI SPAZI...


E INFATTI...ECCO COSA E' SUCCESSO...

"Da leggersi solo per chi è interessato alla sociologia del comune di lecco.
Questo vuole essere il resoconto della serata che io ed enrico abbiamo passato ieri nella ricerca di un locale in cui fare le primarie. Il libero pensiero mi era già stato anticipato che era occupato per quella sera, quindi, scartato. La mazzata è arrivata subito, con il no secco e anche un po' altezzoso che ci ha riservato la "locanda ai poggi", la cui proprietaria ha anche precisato di essere vicina al PD ma è da tre anni che tenta di togliere al locale l'impronta politica, quindi....mi permetto di dire che i suoi sforzi per togliere l'impronta sono cmq stati vani, oltre che mal spesi.

Chiaramente, scartato il locale più "amico", il resto è stato un esperimento sociologico molto interessante, vedere cioè in che modo i diversi locali di lecco ci avebbero detto no.
Ha quindi seguito l'hop hop, in cui un "autentico manager" ci ha spiegato che "non ce ne frega niente di politica, bla bla bla, non rientra nella nostra strategia aziendale accogliere eventi politici bla bla bla" E' seguito il bar mojito, il cui responsabile fondamentalmente non c'è mai, quindi, ripassate domani. Il pub o'connor ha chiesto un giorno per riflettere precisando che però nn lascerebbe suonare...
Francamente non mi è sembrato opportuno tentare in posti come il commercio o il frigerio.
Restano da sondare l'arci che però a lecco non gode di ottima fama, il bar risorgimento in cui l'età media sono 65 anni, il soqquadro, da cui però non mi aspetto un'accoglienza a braccia aperte. La mia tasstiera mi sta abbandonando, mi permtto solo di far notare ai proprietari dei locali di lecco che non gestiscono la fiat, quindi potrebbero risparmiarsi espressioni del tipo "mentalità di impresa"; POlitica aziendale e altree stronzate simili. "

CE LA FARANNO I NOSTRI EROI? LO SCOPRIREMO SOLO NELLA PROSSIMA PUNTATA...


SE VOLETE AIUTARCI AD ORGANIZZARE QUESTO EVENTO O SE VOLETE SUONARE SCRIVETE A info@gdlecco.it

21 settembre 2008

CONDIVISIONE PER UN CONSUMO CONSAPEVOLE



Basta! essere burattini nelle mani delle grandi multinazionali. Basta! lasciarsi condurre tra i labirintici corridoi dei supermercati e comprare senza riflettere.
Condividere la spesa, mangiare sano, risparmiare anche il 20%, dal produttore al consumatore senza passaggi intermedi che fanno solo lievitare i prezzi.

I Gruppi di Acquisto Solidali (G.A.S.) sono un insieme di persone che decidono di organizzarsi per acquistare all’ingrosso prodotti alimentari o di uso comune per favorire un’economia diversa, con al centro l’etica, le persone e le relazioni. Il consumo è necessario per la nostra sopravvivenza, ma. l’idea è quella di ribaltare il sistema di commercio, evitando il supermercato e condividendo la spesa con altre persone. La solidarietà è uno dei principi fondamentali dei GAS, sia tra i membri del gruppo sia nelle relazioni dirette con i produttori.

I GAS hanno un criterio preciso nella scelta della spesa, infatti si rivolgono soprattutto ai piccoli produttori locali per conoscerli e ridurre l’inquinamento derivante dal trasporto delle merci. Inoltre si dà una certa priorità ai prodotti biologici e ecocompatibili. I GAS sono molto sensibili al problema ambientale, infatti con la loro azione promuovono un’ecologia della nutrizione per cercare di seguire una “dieta sostenibile”, stando attenti al rapporto tra quello che mangiamo e il suo effetto sul pianeta. Anche le condizioni a cui sono sottoposti i lavoratori dei paesi in via di sviluppo sono molto importanti: per questo i GAS si rivolgono per i loro acquisti anche ai punti di vendita del Mercato equo e solidale.

Essere in un gruppo che ha idee comuni di critica all’economia globale è importante anche per lo spirito, in questo modo si conduce la propria azione contro il tradizionale consumismo anche discutendo con altre persone.

Attualmente in Italia sono censiti un centinaio di GAS, collegati tra loro grazie ad una rete.(www.retegas.org) A Lecco esiste un Gruppo di Acquisto Solidale che raggruppa più di cento persone.

16 settembre 2008

E' SUONATA!!?


PARTITO DI NUOVO!
Scusate l’emotività delle parole ma non posso trattenere nei miei polmoni l’aria di entusiasmo che abbiamo respirato in questi quattro giorni a Cortona. Un’aria fatta di amicizia, di sorrisi, di parole, di pensieri, di politica e di tanta voglia di fare; un’aria nella quale si faceva fatica dare del Lei e chiamare per cognome, poiché troppo intensa la comunione di intenti, tanto che non posso dire : “hanno parlato Franceschini, Amato e Veltroni” ma “Dario, Giuliano e Walter”. Nei loro discorsi, nonché nelle lezioni che abbiamo seguito, si è fatto sempre più viva e chiara quella strana parola che abbiamo scelto per la nostra Festa Democratica: To Share (condividere), che corre fra il riconoscimento dell’individuo colto nel suo essere comunitario. L’individualismo puro ha perso la partita della modernità e il vivere come “Io per me” è seppellito sotto il peso della solitudine, della precarietà, dell’egoismo. È fallito un pensiero tipico della destra per il quale lo Stato deve occuparsi solo di alzare barriere per proteggere cittadini che si occupano dei propri orticelli personali.

È ora di passare dal mondo del condominio, al mondo della piazza; ovvero è ora di smetterla di chiuderci in appartamenti mentali e lamentarci dei rumori del vicino, mettere un piede fuori dalla porta, ascoltare parole diverse dalle nostre, per scoprire magari che quel rumore fatto dal vicino è invece una splendida melodia. Il tempo in cui viviamo è fatto di ansie e paure, di perdere il lavoro, perdere la famiglia, di non arrivare a .. ( metti te la parola che preferisci ), delle crisi, dello straniero, del crimine; è un mondo che abbiamo aggettivato “precario” perché precaria è l’esistenza delle persone quando si teme di essere soli. Da qui nascono sempre di più i bisogni di sicurezza, sicurezza e sicurezza; da qui nasce il bisogno dei simboli forti, machisti, del richiamo alla tradizione (anche inventata e solo formale, purché sia forte); da qui nasce l’esigenza di estraniarsi dal mondo e fuggire con la mente stordita vuoi dalle frasi fatte, vuoi dai mille decibel di una cassa in discoteca, vuoi proprio con le droghe eccitanti e allucinogene. È un bisogno sempre più pulsante di isolarsi in un mondo di soli: della cocaina a 12 anni e del “ma non c’è mai niente da fare”.

Quello che invece noi dobbiamo fare è dire a tutti che non è detto che debba essere così; e non è difficile perché in realtà è quello che abbiamo fatto fin’ora, anche se non ce lo aveva detto nessuno, solo con più certezza e determinazione. A Cortona abbiamo dato luce al fatto che la condivisione, la partecipazione dell’Io al Noi, è il cardine di una nuova cultura che scopre se stessa nell’accogliere il pluralismo del mondo e nel vincere la battaglia delle chiusure. Vivendo il mondo con sentimenti positivi, uscendo dal guscio per vivere l’altro con la consapevolezza della diversità ma con la forza di chi sa che fra diversità e conflitto c’è una bella differenza. Riscoprire questa dimensione del Noi, della vita comune e nel mondo reale, è il primo passo verso una vera Unione Europea, verso una società plurale, libera e veramente liberale, dove i muri servono solo per proteggersi dal freddo e non per separare in gruppi sempre più piccoli il mondo.

Chiunque dica che il Partito Democratico è pieno di contraddizioni, sappia che è proprio la ricchezza di opinioni che ci rende davvero moderni (o post-moderni), davvero democratici e davvero contemporanei.

Tornato da Cortona non posso che ringraziare tutti i ventenni provenienti da tutta Italia e gli organizzatori; Soprattutto non posso che dirmi felice di Essere Democratico.

Andrea Longoni

8 settembre 2008

FINITA LA FESTA...


E’ finita la prima festa democratica della provincia di Lecco. Sono stati 10 giorni intensi in cui si sono alternate emozioni differenti: dalla delusioni per la scarsa affluenza dei primi giorni al sospiro di sollievo per la partecipazione degli ultimi, dall’amarezza per i forfait dei big (troppi purtroppo!) alla soddisfazione per i dibattiti partecipati. La festa di partito, nonostante il cambio di nome, nonostante la variazione del contesto politico, si conferma un grande momento di aggregazione per chi vi partecipa ma soprattutto per chi la organizza. Lavorando insieme si contribuisce a costruire l’anima del partito, quel partito che continuiamo a dire che va costruito dal basso e per fortuna offre ancora momenti come questi.

Per il partito democratico di Lecco è stata un’occasione per fare un passo in avanti quella coesione di cui avremmo tanto bisogno visti gli appuntamenti elettorali che abbiamo davanti .

Come giovani ci siamo impegnati al massimo, il ritorno non sarà immediato, ne siamo consapevoli, ma era importante far vedere che ci siamo e cercare di “far passare un messaggio” attraverso i video, lo stand, gli striscioni, le magliette ed il dibattito. Ci saremo riusciti? Ai posteri l’ardua sentenza.

Ora abbiamo deciso che è venuto il momento di fare un salto di qualità, in cui dobbiamo crescere e potenziare la nostra capacità di elaborare proposte politiche. Il prossimo appuntamento a breve (sempre di corsa questo non cambia mai!) sono le primarie dei giovani. Di questo argomento avremo modo di parlare diffusamente sul nostro blog per cui mi limito a sollecitare commenti e riflessione sulla festa appena conclusa da parte di tutti.


Chiara

2 settembre 2008

SHARE IT!CONDIVIDI IDEE E DIRITTI



La libera informazione e la condivisione della conoscenza sono la tutela di un bene essenziale di ogni società: la libera e totale circolazione delle idee. La libertà di espressione, di stampa, l’autodeterminazione dell’individuo e i diritti civili sono il fondamento della democrazia.

La libertà di stampa implica che tutte le persone dovrebbero avere il diritto ad esprimersi tramite i loro scritti o in qualsiasi altro modo di espressione delle opinioni personali o creatività. La Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo chiaramente afferma: «Chiunque ha il diritto alla libertà di opinione ed espressione; questo diritto include libertà a sostenere personali opinioni senza interferenze ed a cercare, ricevere, ed insegnare informazioni e idee attraverso qualsiasi mezzo informativo indipendentemente dal fatto che esso attraversi le frontiere». In Italia la libertà di stampa è sancita dall'Art. 21 della Costituzione. Il diritto all'informazione è un importante tipo di diritto soggettivo, derivato dalla libertà di manifestazione del pensiero.
Non in tutti i paesi del mondo l'informazione é protetta da una carta dei diritti o da articoli specifici della costituzione relativi alla libertà della stampa. Reporter Senza Frontiere applica dei criteri per giudicare il livello della libertà di stampa nel mondo considerando il numero di giornalisti uccisi o molestati in qualche modo o l'esistenza di un monopolio di stato nella TV e radio, mentre Freedom House studia l'ambiente politico ed economico di ogni nazione per determinare se esistono rapporti di dipendenza tra i giornalisti ed i potentati economici. Dunque il concetto di indipendenza della stampa é strettamente legato al concetto di libertà di stampa. Più di un terzo della popolazione mondiale vive in nazioni dove non esiste libertà di stampa. Nel 2005, 63 giornalisti e 5 collaboratori sono stati uccisi in tutto il mondo. In Nepal, Eritrea e Cina i giornalisti possono passare anni in prigione solo per il fatto di aver usato la parola o la foto sbagliata!

Nel 2003 le nazioni in cui la stampa era più libera erano: Finlandia, Islanda, Paesi Bassi e Norvegia. Con il governo Berlusconi (2001-2006) si riscontra una grave perdita di libertà di informazione: nel suo rapporto annuale del 2006, Freedom House declassa l'Italia, unico paese partly free (semi-libero) dell'Europa occidentale, al 79° posto nella scala mondiale (assieme al Botswana).

1 settembre 2008

STSERA PARLIAMO DI OPEN SOURCE


Dopo il temporale di questa notte, la festa riparte...e alla grande!

Questa sera parliamo di OPEN SOURCE E CONOSCENZA LIBERA
con PIPPO CIVATI e altri blogger!

Ci sarà anche il Francesco Brisa, Presidente Gruppo Linux di Como.

Se volete mangiare con noi ci troviamo alle 19.30 presso il ristorante della festa
e poi alle 21 ci spostiamo in sala dibattiti.

NE VEDREMO DELLE BELLE!

VI ASPETTIAMO!