22 febbraio 2009

PORTA LE TUE IDEE!


Sabato 28 Febbraio 2009 ORE 9.30

PRIMA ASSEMBLEA PROVINCIALE DEI GIOVANI DEMOCRATICI

Lecco, sede provinciale PD Via Parini 35

Nel momento in cui il Partito Democratico affronta le maggiori difficoltà della sua breve storia, i Giovani Democratici di Lecco rilanciano la propria azione politica sul territorio con la prima assemblea provinciale.

Sabato 28 febbraio a Lecco i giovani del PD si ritroveranno a discutere del proprio futuro, di quello del loro partito e del Paese, che sta affrontando la peggiore crisi economica dal dopoguerra ad oggi, della quale i giovani sono i primi a pagarne le conseguenze.

Una discussione quindi nel merito dei problemi, cercando di portare nuove idee e rimettendo al centro del dibattito il futuro dell'Italia ed i suoi giovani, che si sentono sempre più estranei ad un sistema che li considera manodopera a basso costo e non risorse sulle quali investire. Si cercherà di dare una prospettiva diversa ad una politica che sembra sempre più avvitata a parlare di sè stessa, piuttosto che dei problemi degli italiani.

Si parlerà di scuola, università, lavoro e politica dal punto di vista dei giovani: tutti saranno liberi di partecipare alla discussione e portare contributi sui temi proposti, o di proporre tematiche che ritengono di dover mettere al centro del tavolo. Insieme si potranno delineare le linee guida dell’attività che i Giovani Democratici Lecchesi andranno ad affrontare in futuro.

L’assemblea provinciale dei Giovani Democratici sarà anche l'occasione per dare a Virginio Brivio il pieno appoggio alla sua ricandidatura a Presidente della Provincia. Nei prossimi mesi infatti i Giovani Democratici lavoreranno anche per contribuire nella stesura del programma elettorale con punti qualificanti e rivolti ai giovani e su cui richiedere il consenso.

GDLECCO



20 febbraio 2009

PERSONE DECISE.O SEMPLICEMENTE STUPIDE.


Spesso si parla della lega come di un partito non ideologico: non è del tutto vero perché i lumbard hanno sostituito ad un’ideologia di tipo “sociale” un’ideologia prettamente territoriale (la mitizzazione del nord) assumendo però tutte le conseguenze sociali che ne derivano, ossia fobie verso l’immigrazione, razzismo verso stranieri e meridionali, tendenze protezioniste etc etc. La mancanza di un’ideologia simile a quelle tradizionali emerge però con una certa evidenza quando si parla di temi etici, vedi il recente caso Englaro nel quale la lega è passata da una non posizione a un’assunzione acritica della posizione populistica di Berlusconi, presentando le opposizioni parlamentari come assassini, delinquenti, criminali. L’elaborazione di una posizione comune su temi così complicati dura il tempo necessario a capire quanto consenso possa raccogliere e quanto fermamente possano sostenerla: quando i leghisti sono fuori dal proprio ambito (difesa del nord, lotta all’immigrazione, protezionismo) restano spaesati per un po’ e poi, trovata la strada, la meno difficile da capire, si lanciano in battaglie contraddistinte dalla violenza che è loro propria. Quando decidono qualcosa sono decisi, l’importante è dimostrare di avercelo duro, fa niente se poi dicono cose tra loro contraddittorie. Ecco perché guardando con una certa razionalità la manifestazione padana pro-tabaccaio assassino non possono non venire alla mente le reazioni scandalizzate dei leghisti alla morte di Eluana che hanno definito una “orrenda morte per fame e per sete”. Si parla sempre di vita, vita spezzata, quella vita che difendevano con tanto fragore se si trattava di accusare di omicidio il pd, ma a loro sfugge, loro nella foto sono tutti allegri e  ridono imperterriti, contenti davanti alla tragedia di un omicidio, per di più l’omicidio di un uomo che fugge.

Quando io vengo a sapere che un uomo è morto mi si spegne il sorriso. A loro no. Sono a posto con la propria coscienza e con il presunto diritto all’autodifesa. Mai espressione fu più appropriata: beata ignoranza.

Lorenzo 

15 febbraio 2009

MA ANCHE NO


Non è un problema di poco conto la mancata adesione del pd allo sciopero della cgil. Non certo perché io sia affezionato a un partito che coincida con il sindacato, ma perché la mancata adesione è stata spiegata così da Veltroni: “per fortuna che non siamo un partito con un capo che tutti devono seguire per forza, senza poter esprimere idee personali”. Ovviamente non si può non essere d’accordo con una simile affermazione, peccato che non c’entri nulla con questo episodio. Sono ben contento che nel pd non si debba seguire acriticamente un capo, ma questo ha a che fare col dissenso interno, non con la mancanza di una linea comune. In parole povere, non possiamo permetterci che per consentire a tutti di sentirsi a proprio agio nel partito, il pd non prenda posizione sui temi più importanti (che spesso coincidono con i più difficili). In un partito autenticamente democratico prevale la posizione della maggioranza e si rispetta la minoranza. E’ uno schema con dei limiti evidenti e significativi ma è appunto il più democratico che esista se non ci si vuole condannare all’incapacità di decidere. Applicando questo schema al recente sciopero della cgil, se la maggioranza nel pd avesse scelto di aderire, il pd in quanto partito avrebbe aderito, rispettando la posizione dei contrari e non obbligandoli certo a partecipare. Vorrei che fosse chiaro che quando faccio queste considerazioni non mi interessa nulla del rapporto del pd col sindacato né con le forze sociali in generale. Mi interessa solo rendere evidente un’erronea interpretazione della democraticità interna e più in generale della moderazione. La moderazione ha a che fare con le decisioni che si prendono, non col non prendere decisioni, e soprattutto non deve essere un atteggiamento forzato e perdente, altrimenti diventa moderatismo.

Infine, mi permetto di far notare che in questa occasione i vertici del pd hanno scelto e la loro non è stata una scelta neutra come si vuol far passare: l’alternativa all’adesione era la non adesione, non altro. La non adesione non equivaleva a un’astensione, non era una terza via. I vertici avevano solo due alternative e hanno scelto: hanno scelto di non aderire.

Mi conforta sapere che c’è un livello diverso del partito (la famosa base), libera da ragionamenti autoreferenziali, per il quale ciò che ho detto è evidente: lavoriamo tutti insieme per farci sentire.

Lorenzo

12 febbraio 2009

M'ILLUMINO DI MENO


Per il quinto anno consecutivo Caterpillar, il noto programma di Radio2 in onda tutti i giorni dalle 18 alle 19.30, lancia per il 13 febbraio 2009 M'illumino di meno, una grande giornata di mobilitazione internazionale in nome del risparmio energetico.

Dopo il successo delle passate edizioni, i conduttori Cirri e Solibello chiederanno nuovamente ai loro ascoltatori di dimostrare che esiste un enorme, gratuito e sotto utilizzato giacimento di energia pulita: il risparmio. L'invito rivolto a tutti è quello di spegnere le luci e tutti i dispositivi elettrici non indispensabili il 13 febbraio 2009 dalle ore 18.

Nelle precedenti edizioni M'illumino di meno ha contagiato milioni di persone impegnate in un'allegra e coinvolgente gara etica di buone pratiche ambientali. Semplici cittadini, scuole, aziende, musei, gruppi multinazionali, società sportive, istituzioni, associazioni di volontariato, università, commercianti e artigiani hanno aderito, ciascuno a proprio modo, alla Giornata del Risparmio. Lo scorso anno il “silenzio energetico” coinvolse simbolicamente le piazze principali in Italia e in Europa: a Roma il Colosseo, il Pantheon, la Fontana di Trevi, il Palazzo del Quirinale, Montecitorio e Palazzo Madama, a Verona l'Arena, a Torino la Basilica di Superga, a Venezia Piazza San Marco, a Firenze Palazzo Vecchio, a Napoli il Maschio Angioino, a Bologna Piazza Maggiore, a Milano il Duomo e Piazza della Scala ma anche Parigi, Londra, Vienna, Atene, Barcellona, Dublino, Edimburgo, Palma de Mallorca, Lubiana si sono “illuminate di meno”, come altre decine di città in Germania, in Spagna, in Inghilterra, in Romania.

Molte città italiane si sono mobilitate per coinvolgere i comuni gemellati all'estero: un passaparola virtuoso che, anche tramite il coinvolgimento delle ambasciate, ha consentito di spegnere luci davvero in ogni parte del mondo. Dopo il successo europeo dell'edizione 2008, per il 2009 vorremmo dar spazio non solo alle istituzioni ma soprattutto ai cittadini d'Europa, invitando tutti, insegnanti, sportivi, professionisti, associazioni, a creare gemellaggi inediti tra categorie o tra singoli individui diffondendo la campagna di sensibilizzazione oltre confine.

La campagna di M'illumino di meno 2009 inizierà il 7 gennaio e si protrarrà fino al 13 febbraio, dando voce al racconto delle idee più interessanti e innovative, in Italia e all'estero, per razionalizzare i consumi d'energia e di risorse, dai piccoli gesti quotidiani agli accorgimenti tecnici che ognuno può declinare a proprio modo per tagliare gli sprechi. Sul sito internet del programma www.caterueb.rai.it, sarà possibile segnalare la propria adesione alla campagna, precisando quali iniziative concrete si metteranno in atto nel corso della giornata, in modo che le idee più interessanti e innovative servano da esempio e possano essere riprodotte.

La redazione di Caterpillar
caterpillar@rai.it - www.caterueb.rai.it

10 febbraio 2009

LO SCHIFO


Un post il più breve possibile, perché tanto le parole sono già state sprecate altrove. Sto parlando del caso Englaro, reso disgustoso dagli ultimi sviluppi. Un presidente del consiglio che ha governato per 8 anni ha ben pensato, a cose fatte, di intervenire su una vicenda su cui non aveva mai voluto esprimersi, ed è intervenuto cinicamente, sfruttando il caso englaro per creare tensione col quirinale. E’ intervenuto con la disgustosità che gli è propria, dicendo che Eluana potrebbe avere figli. Come se di fronte a un dislessico qualcuno di sentisse in dovere di fargli sapere che, in teoria, potrebbe anche scrivere la divina commedia. Forse è vero, di sicuro sentirselo dire fa male. A disgusto si aggiunge il disgusto dovuto ad alcuni frustrati che per riempire il vuoto angosciante delle proprie vite non trovano di meglio da fare che urlare “eluana svegliati” mentre l’ambulanza parte per udine. Il disgusto delle parole che si mescolano in una bagarre politica in cui il narcisismo del sentirsi “difensore della vita” si mescola alla gretta ignoranza di chi accusa i medici, il padre, il presidente della repubblica di assassinio. Il disgusto di personalità di spicco del mio partito che hanno votato sì a una norma fatta in spregio ad ogni consuetudine parlamentare, ad ogni comprensione umana, ad ogni verità scientifica. Non voglio continuare con l’aneddotica perché tutto questo ha fiaccato qualsiasi verve comunicativa. La mazzata finale mi è arrivata un’ora fa, leggendo i risultati dell’auditel: il grande fratello ottiene 31,78% di share (record stagionale) superando di gran lunga la somma dello share di tutte le trasmissioni-approfondimento sul caso englaro.

In questo panorama sudicio si staglia limpido un fatto cui pensavo ieri sera: il corpo di Eluana in questi 17 anni si è deformato diventando una nemesi crudele di quelle foto che tutti i tg mostrano. Eppure in questi 17 anni il padre ha impedito che qualsiasi immagine di quel corpo trapelasse all’esterno, ha saputo resistere alla facile tentazione di spettacolarizzare e mediatizzare quel corpo, pur consapevole dell’impatto emotivo che avrebbe suscitato. Possiamo condividere o meno la battaglia di Beppino Englaro ma non possiamo non riconoscere la sua eroica correttezza. Ricompensiamolo del suo eroismo con quel rispettoso silenzio che chiede da tempo.

 

Lorenzo

3 febbraio 2009

IL PD E LE LISTE CIVICHE










In questi periodo mi chiedo sempre più spesso quale debba essere il ruolo del PD nelle prossime elezioni amministrative. E’ innegabile che, se vogliamo sperare di vincerle, dobbiamo conquistare i voti anche di quegli elettori che alle ultime elezioni politiche hanno votato per il centrodestra altrimenti non raggiungeremo l’obiettivo. E questa è un ragionamento banale e puramente matematico! Allora la parola d’ordine sembra essere lista civica senza riferimento al partito. All’ultima assemblea provinciale ho sentito più di una persona dire invece che i sindaci uscenti e i candidati sindaci non devono avere remore e manifestarsi come iscritti o sostenitori del PD, non devono vergognarsene. Ma io non sono convinta questa sia la scelta migliore in questo momento; credo infatti che i candidati sindaci debbano lasciare l’aspetto politico in secondo piano. Non si tratta di vergognarsi del partito, di opportunismo o di volersi nascondere ma, dal mio punto di vista,  l’obiettivo per i candidati deve essere quello di riuscire a rappresentare una fetta di elettorato più ampia rispetto a quella che vota il centrosinistra. E questo lo si deve fare valorizzando la competenza, la conoscenza delle problematiche del territorio e i valori in cui si crede più che l’appartenenza ad un partito. Ed allora il PD deve lasciare che le cose vadano da sole rischiando magari che persone iscritte si trovino in liste contrapposte? Non ho una risposta a questa domanda.

Di una cosa però sono sicura e cioè che il partito possa e debba svolgere un ruolo importante:

-       lavorando  alla stesura dei programmi facendo in modo che i valori del PD siano declinati in proposte concrete a livello locale;

-       promuovendo il coordinamento dei sindaci, necessario a mio modo di vedere anche tra sindaci di aree politiche diverse ma, a maggior ragione, tra sindaci facenti riferimenti allo stesso partito politico.

Lo so che non c’è una risposta unica per la questione che ho posto e che ogni situazione deve essere valutata singolarmente ma mi pare interessante, a pochi mesi dal voto, condividere  una riflessione sull’argomento.

 

Chiara