28 marzo 2009

DOMENICA 29 DALLE ORE 19, LIVEBLOGGING SULLE PRIMARIE

Seguiremo in diretta su www.gdlecco.it lo spoglio e i risultati delle primarie del PD cittadino e degli altri collegi che scelgono, domani dalle 9.00 alle 19.00, i loro candidati consiglieri provinciali.

Per info sul voto: www.pdlecco.com.

ORE 21.00
Lecco 1: eletto Citterio Stefano
Lecco 2: eletto Campioni Lorenzo
Lecco 3: eletta Carla Zanetti
Lecco 4: coming soon
Lecco 5: eletta Mazzoleni Anna
Lecco 6: eletto Viganò Maurilio
Calolzio1: eletta Pagano Chiara
Calolzio2: eletto Colombo Mauro
Robbiate/Paderno/Verderio inf. e sup.: eletto Claudio Stella

ORE 20.55 - Lecco 5 vince Anna Mazzoleni

ORE 20.50 - Robbiate, Paderno, Verderio vince Claudio Stella con 153 voti

ORE 20.40 - Lecco 3 vince Carla Zanetti con 77 voti, secondo Stefano Angelibusi con 58 voti e terzo Francesco Laini

ORE 20 30 - Calolzio 1 vince Chiara Pagano con 72 voti  e Calolzio 2 vince Mauro Colombo con 143 voti

ORE 20.20 - Lecco 1 vince Stefano Citterio con 37 voti, secondo Rinaldo Zanini con 31 voti, terza Nila Colombo
 
ORE 20.11 - LORENZO CAMPIONI "Ringrazio tutti e mi preparo per la simulazione della terza prova che avrò domani!"

ORE 20.10 - Lecco 1 (Abbadia - Santo Stefano) votanti 58 

ORE 20.07 - Lecco 2 (Centro- Pescarenico) vince Lorenzo Campioni con 40 voti, seconda Lucia Beretta con 21 voti, terzo Bellangino Francesco con 19 voti

ORE 20.05 - Lecco 6 vince Maurilio Viganò con 39 voti, secondi Jacopo Ghislanzoni e Raffaella Cerrato con 29 voti e quarta Scardigli Sabrina con 15 voti

ORE 20.00 -  Lecco 6 (Chiuso-Maggianico-Vercurago): votanti 74

ORE 19.45 - Affluenza totale città di Lecco: circa 600 (dato provvisorio)

ORE 19.30 - Numero dei votanti a Lecco centro: 70

Il coraggio di lottare, la voglia di vincere

Sono nato a Lecco nel 1990. Da sempre interessato alla politica, mi sono avvicinato alla partecipazione attiva nell’aprile del 2008, in occasione delle elezioni che hanno visto la sconfitta del partito democratico. Nonostante il risultato elettorale, non mi sono mai lasciato vincere dalla delusione e ho continuato a dare il mio contributo alla vita del pd e dei giovani democratici. In occasione delle primarie dei giovani democratici sono stato eletto membro dell’assemblea regionale costituente e poi (durante il congresso provinciale dei gd) membro della direzione regionale.

La mia passione e il mio impegno per gli altri si sono espressi anche nell’ambito della rappresentanza studentesca, ricoprendo per due anni consecutivi la carica di presidente della Consulta provinciale degli studenti. Questo ruolo mi ha permesso di conoscere quel livello di rappresentanza territoriale, la provincia, spesso poco conosciuto ma significativo e denso di opportunità per la vita dei cittadini.

E’ in questo contesto che si inserisce la mia candidatura alle primarie del partito democratico per la scelta dei candidati a consigliere provinciale. La forza del pd sta nell’ottimo lavoro portato avanti da Virginio Brivio in questi anni, la sua debolezza nell’incapacità di veicolare all’esterno quanto realizzato. Se però saremo capaci di far conoscere a Lecco la caparbietà e l’impegno dimostrato nell’amministrare la provincia, allora la nostra debolezza si rivelerà la nostra speranza. Speranza di vincere e di poter guardare al nostro territorio con gli occhi di chi lo ama e lo vive, di chi ne ha cura e lavora per migliorarlo. Se vorrete affidarmi questo compito, io sono pronto.

Lorenzo Campioni

23 marzo 2009

ACQUA: UN BENE ESSENZIALE E...PUBBLICO


Cari ragazzi,

dato che dobbiamo portare il nostro contributo alla stesura del programma elettorale per le elezioni provinciali siamo anche noi chiamati a confrontarci sui temi politici più rilevanti per la nostra provincia (e non solo per essa), al di là delle questioni, pur importanti, che attengono alle politiche giovanili. Più precisamente in questi giorni è in corso una discussione animata e per certi versi sorprendente, che ha come oggetto la gestione dell’acqua nella provincia di Lecco e in Lombardia. Nell’affrontare questa questione dobbiamo partire da due domande: cosa ne pensiamo noi dell’acqua? Che idea abbiamo sul suo utilizzo?

Io penso che l’acqua  sia un bene essenziale per la vita delle persone, un bene irrinunicabile e quindi comune all’umanità. L’acqua appartiene a tutti, fa parte della vita di ciascuno di noi, è motivo di sopravvivenza, di salute, di crescita dell’individuo e della comunità. La sua mancanza o il suo essere inquinata sono causa di degrado e disparità sociale tra le persone e tra popolazioni intere. Queste sono le ragioni che mi portano a pensare che l’acqua sia un bene comune per definizione che non può essere assoggettato a nessun’altra logica se non a quella della disponibilità e accessibilità per tutti. Essendo un bene universale, l’acqua non può essere gestita attraverso dei criteri che regolano lo scambio nel mercato privato. Per questo ritengo impensabile una sua privatizzazione e un suo affidamento a logiche di mercato e/o di profitto. Il soggetto privato, comè giusto/inevitabile che sia, agisce nell’interesse del guadagno e questo pone inevitabilmente delle questioni delicatissime quando si parla di beni essenziali come l’acqua.

Per queste ragioni, 144 sindaci in Lombardia hanno dato battaglia affinchè venisse modificata la Legge Regionale sui servizi idrici. Legge che regolamenta le modalità di affidamento del servizio idrico e quindi la sua gestione e distribuzione su tutto il territorio regionale/provinciale. Grazie alla mobilitazione di questi Sindaci e del Comitato per l’acqua pubblica si sono portati a casa dei risultati importantissimi sebbene  qualche “verde” (o presunto tale) si ostini a negarlo.

Uno su tutti: si è eliminato l’obbligo, previsto inizialmente dalla legge regionale, di mettere a gara il servizio di erogazione dell’acqua. Non è obbligatorio affidarlo a un privato attraverso una gara pubblica. Per questo, come hanno già sottolineato i sindaci, ci sono i presupposti per realizzare una gestione pubblica dell’acqua affidandola direttamente  e quindi senza gara, ad una società pubblica. Questa società sarebbe IDROLARIO il cui statuto andrebbe modificato. In questo modo, in provincia di Lecco, così come in tutta la Lombardia, si potrebbe  mantenere la gestione dell’acqua tramite le aziende pubbliche locali, senza cadere nelle logiche della finanziarizzazione e degli intrecci societari tipiche dei soggeti privati. Per farlo occorre la volontà politica forte dei comuni della provincia di Lecco e del Presidente di quest’ultima, che sono chiamati ad esprimersi in un apposito organismo, l’Ambito Territoriale Ottimale provinciale (ATO).

E’ una questione che sta investendo tutte le provincie lombarde. In Provincia di Lecco, come in tutte le altre provincie della Lombardia si sta giocando una partita decisiva sulla gestione/erogazione  dell’acqua. A Lodi e a Bergamo hanno già hanno optato per l’affidamento diretto dei servizi idrici ad una società pubblica (in house), senza ricorso alla gara. Inoltre il Consiglio provinciale di Milano nelle sorse settimane ha votato un Ordine del Giorno che chiede l’affidamento diretto ad un’unica società totalmente pubblica. Devo purtroppo constatare che a Lecco non tutti (in particolare nel PD) la pensano in questo modo.  Anzi. Numerosi amministratori del PD pensano che andare a gara sia inevitabile o che sia la cosa migliore. E si illudono credendo che in questa gara la piccola idrolario lecchese possa competere con colossi come A2A o altre multinazionali. Colpisce e un po mi amareggia l’atteggiamento dei miei colleghi amministratori del PD e mi domando come mai non avvertano il bisogno di battersi affinchè l’acqua non diventi un prodotto commerciale ma resti un bene/diritto disponibile per tutti, compresi i loro concittadini. L’universalità dei beni essenziali fa o non fa parte del nostro modo di vedere le cose?

Enrico Valtolina

PD/GDLECCO/Assessore Comune di Calco

22 marzo 2009

Grazie Debora!


Debora Serracchiani, intervenuta all'assemblea nazionale dei circoli del PD ieri a Roma ha avuto il coraggio di dire quello che noi tutti avremmo voluto dire ai nostri dirigenti del PD se ci fosse capitata quest'occasione. E' stata davvero una grande. Ecco il vero PD, ecco le persone che vogliamo ci rappresentino. Grazie Debora.

21 marzo 2009

Memoria e impegno per le vittime di tutte le mafie


Il 21 marzo è il primo giorno di Primavera, in cui la natura si risveglia dal torpore invernale. Ma da 14 anni non è più solo questo. Il 21 Marzo 1995 nasceva Libera - associazioni, nomi e numeri contro le mafie. Diverse realtà della società civile italiana si incontrarono per ritrovarsi in un impegno comune. Un impegno assunto quel giorno e mai abbandonato. Un impegno di denuncia e di attivismo civile e sociale. Da quel giorno il 21 Marzo ha assunto nuovi importanti significati. E' diventato il giorno dell'arrivo della Primavera della legalità, del risveglio dei diritti e della solidarietà, la Giornata della Memoria e dell'Impegno per ricordare le vittime di tutte le mafie. Il 21 marzo è il simbolo della speranza che si rinnova ed è anche occasione di incontro con i familiari delle vittime che in Libera hanno trovato la forza di risorgere dal loro dramma, elaborando il lutto per una ricerca di giustizia vera e profonda, trasformando il dolore in uno strumento concreto, non violento, di impegno e di azione di pace. 

La Giornata della Memoria e dell'Impegno ricorda tutte le vittime innocenti delle mafie e rinnova, in nome di quelle vittime, l'impegno di contrasto alla criminalità organizzata. Libera per la XIV edizione ha scelto la Campania, ha scelto Napoli, citta' dalle mille contraddizioni, dai mille colori. L'etica libera la bellezza. Riscattare la bellezza, liberarsi dalle mafie, e' lo slogan che accompagnera' questa giornata.

Saremo a Napoli - ha dichiarato Don Luigi Ciotti, presidente nazionale di Libera - per valorizzare il positivo. Dimostrare che c'e' un'Italia che non si arrende, che non cede allo scetticismo e alla rassegnazione, che non pensa solo a sopravvivere ma che vuole vivere, che lotta e s'impegna per affermare la liberta' e la dignita' di tutti. Persone che prima di chiedersi cosa la societa' faccia per loro, si chiedono cosa possono fare loro per la societa'. In un impegno reso credibile dalla presenza di tre ingredienti: coerenza, continuita', concretezza. Noi tutti dobbiamo imparare da loro. 

Anche noi Giovani Democratici di Lecco oggi vogliamo ricordare tutte le vittime innocenti delle mafie. Quelli di cui conosciamo il nome e quelli delle tantissime vittime impossibili da conoscere e da contare. Ma oggi non è solo il giorno di una rituale e retorica memoria. E' soprattutto il giorno dell'impegno. E' nostra responsabilità quella di proseguire sulla strada tracciata da chi è stato ucciso dalle mafie, dal loro impegno e dalla loro passione civile. A tutte le vittime della violenza mafiosa va il nostro omaggio e la nostra promessa di impegno.

"Lecco Antimafia" organizza per oggi Sabato 21 Marzo alle 15.00 il corteo da piazza Cermenati (Lecco) e dalle 21.00, proiezioni, interventi e musica dal vivo presso l’Officina della Musica. Tutti sono invitati a partecipare.


20 marzo 2009

FUTURO SI' INDIETRO NO


4 APRILE MANIFESTAZIONE A ROMA

Tutti i governi si mobilitano contro la crisi. Il governo italiano pensa ad altro! Un Governo che non decide è un Governo che vuole scaricare i costi della crisi su lavoratori e lavoratrici, su pensionati e pensionate, sui giovani.


Bisogna investire risorse per la politica industriale.


La CGIL chiede che tutte le misure prevedano esplicitamente vincoli di difesa dell'occupazione e impegni a non spostare all'estero produzioni e stabilimenti. 

Il 22 gennaio si è voluto escludere la CGIL e firmare un accordo separato. A quell'accordo separato la CGIL ha detto no. Per la CGIL quell'accordo separato va sottoposto al voto dei lavoratori e della lavoratrici.

L'accordo separato:

1-non tutela i salari

2-non allarga la contrattazione

3-rompe il modello contrattuale unico

4-limita il diritto di sciopero

Partecipa alle assemblee che la CGIL promuove per illustrare i contenuti dell' Accordo separato e per far conoscere le proprie proposte per affrontare la grave crisi che attraversa il Paese.


Partecipa alla consultazione promossa dalla CGIL e con il voto fai conoscere il tuo giudizio sull'Accordo separato.

Partecipa il 4 Aprile alla grande Manifestazione Nazionale a Roma: per il lavoro, per la democrazia e a difesa della Costituzione.

Per saperne di più visita il sito nazionale della CGIL.

Prenota per il treno speciale da Lecco al num. tel. 0341 488222


18 marzo 2009

UN MONITO


Trascrivo qui sotto il link ad un articolo di Repubblica in cui si racconta il tragico caso di una prostituta nigeriana che, temendo la denuncia da parte dei sanitari, non si è fatta curare la tubercolosi che aveva contratto. Venerdì sera un cliente l’ha trovata agonizzante.

http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/politica/dl-sicurezza-3/storia-13mar/storia-13mar.html

Il caso fa riflettere sull’insensatezza di certe decisioni, la pericolosità che certe campagne hanno per la vita della collettività (che rischia seriamente di veder nascere focolai di malattie contagiose, specialmente in questo caso in cui la tubercolosi è polmonare) e per la vita dei singoli che, più esposti, più deboli, accettano di mettere a repentaglio la propria vita piuttosto che rischiare una denuncia. Ma queste sono cose che tutti sappiamo.
Il titolo si rivolge invece al monito che noi tutti, che ci interessiamo e ci occupiamo di politica, dovremmo fare a noi stessi. Quando, di fronte a situazioni drammatiche, assumiamo un atteggiamento forzatamente moderato, oppure un po’ snob, quando ragioniamo di persone come se stessimo parlando di capitali, forse dovremmo ricordarci che i nostri ragionamenti, le nostre azioni hanno delle conseguenze sulla vita reale. Se parlando degli sbarchi a Lampedusa accantoniamo lo sdegno e ci mettiamo a ragionare di quote di immigrati su cui trattare con la Libia, allora siamo snob. Quando si parla di ronde e, giusto per non fare i sinistroidi o per tentare di capire le profonde (?) ragioni del decreto, ci dichiariamo disposti a discuterne, facendo intendere che non siamo completamente contrari, allora siamo snob.
Io mi sono accorto di avere un atteggiamento snob quando si parlava della questione palestinese. Non perché ciò che dicevo sul conflitto in corso fosse sbagliato, ma perché lasciavo che ragionamenti di opportunità politica scavalcassero l’indignazione.
Credo che ogni scelta politica abbia in sé una sua dimensione tragica (passatemi il termine usato in senso tecnico), perché le scelte politiche riguardano persone. L’indignazione non può prevaricare la ragione. Ma guai se accadesse il viceversa. Non mi scandalizzo del fatto che Israele decida di sacrificare le vite di alcuni palestinesi se questo può evitare danni peggiori. Ma mi scandalizzo se parlando di queste decisioni perdo il contatto con la realtà e non capisco che sono scelte necessarie ma tragiche, se parlo di vite umane in pericolo come se fossero quisquilie.
Ciò detto vorrei anche sottolineare che tutto quello che ho detto è valido se le decisioni di cui si parla hanno a che fare con situazioni oggettivamente difficili, contraddittorie. Le decisioni del nostro governo (vedi possibilità di denuncia per i medici) sono perlopiù scelte insensate, con conseguenze inaccettabili, contro cui dobbiamo urlare tutta la nostra indignazione. La ragione in questi casi non serve, basta l’incazzatura.

Lorenzo

14 marzo 2009

SIAMO SOLO NOI


“Siamo solo noi quelli che ormai non credono più a niente, e vi fregano sempre (…) siamo solo noi generazione di sconvolti, che non han più santi né eroi”, canta Vasco in una delle sue canzoni più famose. Gli anni in cui è stata scritta quella canzone, erano gli anni in cui cadevano miti e dogmi che, fino a quel tempo, sembravano intoccabili.

Oggi che quei miti e quei dogmi non li ricorda più nessuno, ci troviamo di fronte ad un’altra situazione: milioni di giovani italiani – e i giovani lecchesi non fanno eccezione in questo – che vivono la propria quotidianità e i problemi che la costellano nel silenzio più assoluto.

Se partiamo dall’attualità più recente, pensiamo alla crisi. Decine di migliaia di ragazzi che, nel silenzio generale, hanno perso, perdono o perderanno il lavoro senza che nessuno si occupi di loro o, peggio ancora, senza che se ne parli. Contratti a termine che scadono e non vengono rinnovati, aziende che ridimensionano l’organico, stipendi da fame ridotti ulteriormente da settimane corte, ferie forzate o Cassa integrazione.

Oppure i problemi quotidiani, che esistono a prescindere dalla crisi: trasporti pubblici inefficienti, affitti inavvicinabili per studenti o lavoratori che non abbiano le spalle ben coperte da una famiglia con buone disponibilità economiche, mutui e prestiti non concessi da Istituti di credito pieni di soldi quanto rigidi con chi ha meno di trentacinque anni.

Problemi che nessuno affronta o vuole affrontare; in un Paese guidato da vecchi, nulla è più facile se non dimenticare le giovani generazioni. La televisione, che pure si rivolge a noi con programmi demenziali, affronta la questione giovanile solo quando qualche idiota allaga una scuola, dà fuoco ad un senza tetto o quando scoppia l’ennesima emergenza droga.

In una situazione come questa il nostro ruolo di giovani italiani, di giovani lecchesi, è quello di parlare di noi. Di chi siamo, di cosa vogliamo, di cosa pensiamo e di quali sono le nostre idee, i nostri progetti.

Come dice Vasco, siamo solo noi… che possiamo occuparci di noi.


Michele Bianco

9 marzo 2009

VEDO DOPPIO, SPENDO DOPPIO


Seguendo la linea di Michele che propone di occuparci dei nostri territori, mi sono deciso a scrivere un post che parli di Lecco. Non voglio certo parlare del tessuto economico sociale né della situazione politica a Lecco (mi deprimerei troppo), voglio invece segnalare l’assurdità dei cartelli (stradali) che spuntano come funghi dappertutto. I cartelli stradali sono utili, ma non  vi sorge il sospetto che vederli doppi sia un po’ disorientante ? E’ successo tutto in brevissimo tempo, laddove c’erano già dei cartelli, visibili peraltro, non rovinati, ne sono stati messi altri identici, sovrapposti ai primi. In alcuni casi le dimensioni dei nuovi cartelli è di poco superiore a quella dei precedenti, ma perlopiù sono proprio identici. Nel frattempo, mentre alcuni dei vecchi cartelli stradali (ormai in sovrannumero) stanno sparendo, un’altra insensatezza appare sulle strade lecchesi. Cartelli di attraversamento pedonale rivolti, in strde a senso unico, in direzione contraria al senso di marcia. A chi servono? Ai piccioni viaggiatori?

Chi paga per questi cartelli nuovi? Ma soprattutto (perché la vera domanda è questa) chi ci guadagna?

Concludo dicendo che al posto dei cartelli di segnalazione dei passaggi pedonali, pure utili, forse si poteva fare un bel rifacimento della segnaletica orizzontale (leggi: strisce di attrversamento ormai evanescenti).

 

Lorenzo 

3 marzo 2009

ANDIAMO AVANTI



Con l’Assemblea di sabato mattina, si è conclusa la fase costituente dei Giovani Democratici di Lecco.

Sono stati 18 mesi intensi quelli passati a costruire il movimento giovanile del Partito Democratico. Abbiamo in pochissimo tempo aperto il nostro blog, organizzato una campagna elettorale complessa, preparato e gestito lo spazio giovani della prima Festa democratica e organizzato le primarie dei Giovani Democratici.
Ora ci aspettano nuove sfide: le elezioni provinciali e amministrative, il radicamento territoriale dei Giovani Democratici, l’ampliamento del gruppo e far crescere il livello - qualitativo e quantitativo - di discussione politica, anche con appuntamenti di formazione interna.

Gli obiettivi sono ambiziosi e il periodo non è dei migliori per lanciare progetti politici importanti. Ma la ripresa, la riscossa, del PD deve ripartire da noi; da noi che crediamo nel PD privo di correnti, da noi che vogliamo un partito e una politica che premi il merito e non le amicizie, da noi che non ci sentiamo rappresentati da una politica che rappresenta sempre più se stessa e non gli interessi dei cittadini.

Noi abbiamo idee, progetti, competenze, coraggio e conosciamo le realtà in cui vivono i nostri coetanei europei. Loro hanno molte opportunità in più, hanno servizi che noi ci sogniamo, scuole e università di altissimo livello e prospettive lavorative che premiano i giovani e la loro intraprendenza invece di tarpargli le ali o metterli sulla graticola per anni con contratti a tempo determinato.

Da Lecco proveremo a lanciare, nel nostro piccolo, la nostra sfida di innovazione. Per farcela abbiamo bisogno di tutti i ragazzi e le ragazze che condividono questi obiettivi. Uniamo le forze e lavoriamo insieme per realizzare i nostri progetti.

Michele Bianco
Segretario provinciale GD Lecco

2 marzo 2009

Rondando per la città


Rivolgo un appello a quanti frequentano questo blog e studiano diritto, o comunque se ne interessano, e chiedo spiegazioni sulla questione delle ronde. Le ronde in sé sono illegali? Chi mi impedisce di girare con cinque miei conoscenti e di segnalare un reato o un presunto reato a cui sto assistendo? O le ronde sono altro? Se le cose stanno come credo nulla vieta che dei cittadini si muovano per la città a gruppetti e facciano una telefonata al 113, di fronte a un possibile reato. Quindi, la legittimità recentemente data a questo “istituto difensivo”, a cosa serve?

E inoltre, quando si parla di volontari per la sicurezza, significa volontari pagati?

Il decreto sicurezza, legittimando le ronde, affida loro compiti in più rispetto a quello che potrebbe fare il gruppetto di cittadini sopracitato (ad esempio fermare persone, far loro domande)?

Per il momento mi astengo dai commenti su questa decisione del governo, ammetto la mia ignoranza e attendo risposte.

 

Lorenzo