
30 aprile 2009
ENERGIA NUCLEARE? ANDIAMO AL NOCCIOLO DELLA QUESTIONE

27 aprile 2009
Cosa sanno i giovani delle festività nazionali?

Ragazzi,
22 aprile 2009
STASERA MANGIAMO UN KEBAB??
21 aprile 2009
25 APRILE FESTA DELLA LIBERAZIONE

Il 25 aprile rappresenta un giorno fondamentale per la storiadella Repubblica italiana: è l’anniversario della lotta armata partigiana e popolare contro le truppe di occupazione naziste tedesche e contro i loro fiancheggiatori fascisti della Repubblica Sociale Italiana.
Il 25 aprile 1945 segna il culmine del risveglio della coscienza nazionale e civile italiana impegnata nella riscossa contro gli invasori e come momento di riscatto morale di una importante parte della popolazione italiana dopo il ventennio della dittatura fascista.
Alla liberazione d’Italia dalla dittatura si potè arrivare grazie al sacrificio di tanti giovani ragazzi e ragazze che, pur appartenendo ad un ampio ed eterogeneo schieramento politico si chiamavano con un solo nome:partigiani. Combatterono al fianco di molti soldati provenienti da paesi diversi e lontani. La storia dell’Italia repubblicana fonda interamente le proprie basi nell’esperienza dell’antifascismo.
Il 25 aprile è la Festa della Liberazione: ricordiamoci che molti uomini e donne sono morti allora, per garantirci i diritti democratici dei quali oggi godiamo. Non dimentichiamolo mai. Grazie a tutti loro.
SABATO 25 APRILE UNISCITI AI GIOVANI DEMOCRATICI NEL CORTEO DI MILANO.
RITROVO IN CORSO VENEZIA, ALTEZZA PALESTRO (MM1) ALLE 14.30.
20 aprile 2009
POLENTA E KEBAB COLPISCE NEL SEGNO

“Polenta & Kebab ha colpito nel segno. Ne eravamo certi quando abbiamo pensato quest’iniziativa e ne siamo assolutamente convinti dopo la giornata di ieri. Crediamo in una società multietnica, basata su due pilastri fondamentali: accoglienza e rispetto delle regole” dichiara Michele Bianco, Segretario provinciale dei Giovani Democratici di Lecco “Il Governo fa propaganda e non risponde ai bisogni dei cittadini italiani e stranieri. Pensano di risolvere i problemi con annunci inefficaci se non addirittura dannosi, evitando così di affrontarli. Il tanto sbandierato reato di clandestinità non ha bloccato gli arrivi di clandestini, anzi negli ultimi sei mesi sono aumentati. I Giovani Democratici hanno le idee chiare su questo: una società inclusiva e una sicurezza non garantita da fantomatiche ronde ma da un controllo del territorio naturale e positivo da parte dei cittadini che lo abitano e lo vivono. Vogliamo che le persone siano invogliate ad aggregarsi e non ad isolarsi. La delinquenza e la violenza nascono e crescono nei luoghi vuoti e abbandonati dalle persone, non in quelli che aggregano.”
Il pomeriggio ha visto la partecipazione di Ould Lemine – responsabile ufficio stranieri della UIL – che ha posto l’attenzione sugli effetti, potenzialmente esplosivi, della crisi sulla popolazione straniera in Italia. “Non si può, a maggior ragione in un momento come questo, continuare a prendersela con gli imprenditori stranieri e che ormai producono il 10% del pil nazionale. E’ doveroso riconoscere loro la medesima dignità che si riconosce, giustamente e doverosamente, agli imprenditori italiani.”
Virginio Brivio – Presidente della Provincia e candidato del centrosinistra alle prossime elezioni – ha richiamato tutti, italiani e stranieri, alle proprie responsabilità: “L’integrazione è un impegno preciso di una comunità solidale e accogliente, ma ai migranti deve essere altrettanto chiaro che non si può derogare al rispetto delle regole. Solo così si può costruire una comunità veramente multietnica in condizioni di sicurezza, per una convivenza civile.”
Ha concluso gli interventi Giuseppe Civati – consigliere regionale del PD – “stiamo lavorando in Regione ad uno studio sul fenomeno migratorio in Lombardia. Dai primi dati emerge con forza l’inadeguatezza dei provvedimenti del Governo regionale. In Lombardia non vive una massa di stranieri delinquenti, ma gente per bene che lavora, produce reddito, per sé e per gli altri, e che chiede di integrarsi di più, non di meno. Come Pd porteremo avanti alcune battaglie significative come il diritto di voto agli immigrati nelle elezioni amministrative. La sfida alla Lega parte anche da qui, dimostrando che alcune buone pratiche amministrative favoriscono l’integrazione e la sicurezza.”
Il pomeriggio si è concluso con una simbolica integrazione musicale-gastronomica, sul palco si sono alternati i “Duo di due” con musiche tradizionali lombarde ed un trio di “Ritmi africani”, mentre i ragazzi dei Giovani Democratici hanno offerto ai partecipanti un aperitivo a base di polenta e kebab.
9 aprile 2009
POLENTA & KEBAB

La Regione è straniera. Questo lo slogan dell’iniziativa che abbiamo organizzato per domenica 19 aprile per mettere in luce come Formigoni e il suo governo siano distanti dal tema dell’immigrazione e senza una politica dell’integrazione e della promozione dell’interculturalità. Presso il circolo Arci di Foppenico a Calolziocorte dalle ore 16.30 si parlerà di questo tema con il Presidente della Provincia di Lecco Virginio Brivio, con il Consigliere Regionale Giuseppe Civati e con Oulde Lemine, responsabile dell’Ufficio stranieri Uil di Lecco. Ma non finisce qui. L’appuntamento dal tono un po’ provocatorio si concluderà con un aperitivo a base di Polenta e Kebab accompagnati dalle canzoni tradizionali lombarde del “Duo di due” e dai ritmi africani di chitarra e djambee.
Numerosi e inquietanti episodi di cronaca hanno reso evidente la superficialità e l’approssimazione con cui viene trattato il tema dell’integrazione in Italia. Strumentalizzazioni elettorali e becere semplificazioni portano rapidamente alla nociva equazione immigrato=problema, immigrato=criminale. La Regione Lombardia discute una legge che ha come scopo l’allontanamento dei negozi e ristoranti etnici dai centri storici e che regolamenta - in modo stringente - i loro orari di chiusura. Mentre in tutta Europa si punta ad una sicurezza “positiva”, rendendo più vivibili le città, invogliando le persone a uscire di casa e a stare insieme, contribuendo così ad un naturale controllo del territorio, in Italia, Lombardia in testa, si va dalla parte opposta. Si invogliano i cittadini a chiudersi dentro casa e a difendersi fuori dall’uscio.
Con l’iniziativa POLENTA & KEBAB vogliamo porre il tema dell’integrazione e delle sue mille sfaccettature. Sicurezza, sì. Ma anche economia, lavoro, vivibilità degli spazi pubblici, crescita culturale di una società, per un territorio che - con regole certe da rispettare - non si deve chiudere in se stesso. C’è troppo dilettantismo in chi governa il Paese e la nostra Regione, è venuto il momento, soprattutto da parte nostra, di smascherare tutte le false promesse, mettere a nudo una realtà ben diversa da quella che viene descritta e proporre un modello diverso di società, basato sulla multiculturalità, sul rispetto delle regole e sull’integrazione.
6 aprile 2009
Solidarietà e impegno per l'Abruzzo
Un fortissimo terremoto ha colpito l'Abruzzo nella notte, paesi distrutti, edifici rasi al suolo: 108 i morti accertati ma il bilancio è destinato a salire. Il sisma, di magnitudo 6,3 Richter (8-9 gradidella scla Mercalli), ha colpito poco prima delle 3.30. Sono migliaia gli sfollati, mentre le case hanno tremato anche a Roma. Per il capo della protezione civile, Guido Bertolaso è la "peggiore tragedia del millennio".
Come Giovani Democratici esprimiamo il nostro dolore per le vittime e la nostra vicinanza e solidarietà alle popolazioni abruzzesi. Ognuno di noi può fare qualcosa per offrire un aiuto concreto.
- Donare il sangue rivolgendosi alle strutture dell'AVIS più vicine
- Sostenere la raccolta di fondi che la Caritas sta organizzando.
- Offrire disponibilità di alloggio: l’UDU sta cercando posti letto telefonare allo 06.43411763 o scrivere a organizzazione@udu.it
- Per volontari da tutta Italia: telefonare alla protezione civile nazionale 06.68201
5 aprile 2009
Europa: io voto Ryanair!!

Invece no. Anche stavolta di Europa non se ne parlerà, probabilmente. Non è di viaggi che dovremmo parlare, ma delle opportunità e dei problemi che l’Europa ci pone. Scuola, Università e mondo del lavoro italiani hanno bisogno, oggi come mai in passato, di confrontarsi con i modelli europei. Modernizzarsi, innovarsi profondamente per dialogare alla pari con le altre “potenze” europee. Ci sarà un problema se nella classifica europea la prima università è oltre il 35esimo posto e nella classifica mondiale non c’è un Ateneo nei primi cento posti. Invece oggi ci confrontiamo con situazioni imbarazzanti. Nelle classifiche europee, ad eccezione del numero di cellulari procapite, di livello di corruzione e stipendi dei parlamentari (dove siamo imbattibili), l’Italia la troviamo sempre in fondo. In fondo nella retribuzione media ai lavoratori dipendenti, negli investimenti in ricerca, in produzione energetica da fonti rinnovabili. L’energia, appunto. Altro tema che con l’Europa ci lega moltissimo. Paesi europei, con una lunga tradizione nella produzione di energia nucleare, più a nord del nostro con una potenzialità sul solare molto minore della nostra che investono molto più di noi in pannelli solari, mentre noi controcorrente torniamo verso il nucleare.
Il lavoro in tempo di crisi, o meglio, il non lavoro. Anche qui in Europa esistono esempi di ottima gestione delle risorse pubbliche, che garantiscono anche ai lavoratori precari di avere quegli ammortizzatori sociali che gli permettono di non avere il terrore di perdere il lavoro.
L’immigrazione, esempi di integrazione e gestione del fenomeno. Le difficoltà esistono in tutti i paesi (Inghilterra e Francia su tutti) ma in nessuno dei grandi paesi europei si tratta il tema dei migranti con tanto dilettantismo.
Infine la politica. Fatta da chi ha competenze, da chi sa di ciò che si occupa, di chi alterna esperienze politiche a esperienze nel mondo del lavoro. Al contrario del cortile di casa nostra dove la politica la si inizia a fare a 16 e si conclude un secondo prima dell’addio alla vita terrena. Mai un’interruzione, mai uno straccio di competenza, mai l’idea che fare il politico non è un lavoro. Poi i risultati sono sotto gli occhi di tutti: arretratezza generale con punte di terzo mondo nostrano.
Diventa difficile produrre, allora, un dibattito vero sull’innovazione e lo sviluppo di questo paese. Ma a noi, giovani italiani, tocca farlo. Perché mentre una classe politica ormai superata parla di Europa come futuro noi sappiamo bene che, invece, è già presente.
Michele Bianco
