26 giugno 2009
NO AL RAZZISMO
20 giugno 2009
14 giugno 2009
Dove eravamo rimasti?
Questo blog è rimasto fermo per alcuni giorni. E' l'involontario riflesso dello stato d'animo di chi lo aggiorna.
Nel frattempo è passata una settimana dalle elezioni del 6 e 7 giugno. Le Europee hanno registrato un risultato deludente per il PD sia a livello nazionale che, soprattutto, in Lombardia. La campagna elettorale per l'europarlamento si è giocata su temi non di competenza europea (veline, minorenni, festini, aerei di stato, ecc ecc) e non si è minimamente avvicinata a quella campagna elettorale che avevamo immaginato alcuni mesi fa, una sera, con Eugenio Carnazza. L'unico che ci ha provato è stato Ivan Scalfarotto, l'esito – purtroppo per noi e per lui – non è stato positivo.
Ancora più doloroso il tasto elezioni amministrative. Abbiamo subito una dura sconfitta alle elezioni provinciali. Virginio Brivio e la sua buona amministrazione non sono stati premiati da un voto che ha seguito per intero le logiche nazionali. Con Brivio avevamo trovato una buona intesa su quelli che potevano essere i temi che avrebbero potuto caratterizzare l'amministrazione provinciale lecchese come un'amministrazione innovativa e di qualità. Brivio ha dimostrato di essere un uomo, prima che un politico, coraggioso, capace e vicino alla gente che amministrava.
E' da persone come lui che il pd deve ripartire a ripensare se stesso e il proprio progetto.
Ringraziamo Virginio per quello che ha dimostrato in questi anni e in questa campagna elettorale, e aspettiamo di combattere nuove sfide insieme.
Ora ci aspetta la stagione delle feste, da sempre grande momento di aggregazione e autofinanziamento. Quest'anno assumeranno, ancor più che negli anni scorsi, il ruolo di luogo di confronto tra militanti, iscritti, simpatizzanti ed elettori. Seguite questo blog che a breve si aggiornerà con novità importanti sulle prossime iniziative.
Intanto andate alla Festa di Rancio – Lecco – che dura fino al 21 giugno!!
1 giugno 2009
Perché bisogna votare Pd
Lo so, molti elettori sono esasperati, hanno vissuto male questo nuovo partito, lo hanno amato, in alcuni casi, senza essere ricambiati (dal Pd e dalla sua politica). Molti entusiasti della prima ora sono rimasti delusi, molti delusi in partenza sono rimasti entusiasti di essere delusi. Però, facendo questa campagna elettorale, una campagna elettorale difficile soprattutto dalle mie parti (in partibus infidelium), mi rendo conto che da questo Paese sta scomparendo la politica. Ed è pericoloso e preoccupante. E tutto si gioca e si 'brucia' in poche battute, sulla sicurezza anche dove sono tutti sicuri, sulla casta anche dove il sindaco guadagna qualche centinaio di euro, sulla polemica e sul gossip, perché non abbiamo parole per descrivere la crisi, per interpretarla, per offrire quelle soluzioni che ci consentirebbero di farvi fronte e di uscirne. La politica non c'è più e, invece, sarebbe necessaria a ciascuno di noi, se solo fosse capace di parlarci, di dirci qualcosa, di permetterci di essere più forti e sereni. Per farlo, ci vuole una forza grande e autorevole, nel nostro campo, perché sia possibile lanciare la sfida a B e ai suoi. È un argomento semplice fino alla rozzezza, il mio, ma è l'unica cosa che sento davvero. Sono preoccupato e sono arrabbiato, come tanti di voi, per il tempo che abbiamo buttato via. Per il futuro che non sappiamo più raccontare. Per la cattiveria di questi tempi. Vorrei che seguiste il mio consiglio, anche e soprattutto se, come me, volete cambiarlo, questo partito. Perché per cambiarlo, prima bisogna votarlo. Bisogna dargli forza, bisogna costruirlo. Fatelo e questa volta, ve lo prometto, non ve ne pentirete. Perché c'è qualcosa di nuovo, nell'aria cupa dei tempi nostri. Il mio è un impegno preciso, non è una favola, anche se mi sento un po' come il gatto con gli stivali: al giovane che lo riceve come unica eredità, rispondendo alla sua delusione fin troppo comprensibile, il gatto promette: «insieme potremo fare molto». Incominciamo il 6 e il 7 giugno. Perché il Pd più lo voteremo, più lo cambieremo.
