29 ottobre 2009

LECCO: CADUTA LA GIUNTA FAGGI


Ieri mattina alle ore 9.00 i consiglieri Comunali del PD Stefano Angelibusi, Martino Mazzoleni e Fausto Crimella si sono presentati all’Ufficio protocollo del Comune di Lecco, hanno chiesto del segretario generale dottor Vincenzo Del Regno per presentare 21 lettere di dimissioni dalla carica di consigliere comunale, firmate da 16 membri della minoranza e 5 della maggioranza. Il segretario generale si è recato immediatamente dal Prefetto Nicola Prete per consegnare le dimissioni dei consiglieri.

La Giunta Faggi è pertanto ufficialmente caduta. Ora si attende il decreto del Presidente della Repubblica per la nomina del Commissario.

Commenta il segretario cittadino del PD Vittorio Campione: “E' stata una bellissima giornata e a Lecco si respira un'aria diversa. Si tratta di uno fra i primi e più importanti risultati che raggiungiamo. I fallimenti della giunta Faggi sono due: non aver creato una maggioranza solida - lavorando tra l’altro senza avere un disegno preciso - e aver dimostrato un'incapacità amministrativa che è stata evidenziata in questi anni. Molti atti non hanno avuto un seguito, non sono state rispettate diverse convenzioni, su molti aspetti l'amministrazione ha mostrato un imbarazzante immobilismo ma soprattutto si è vista la mancanza di un progetto strategico. Insomma se da una parte si è scelto di non decidere, dall'altra le scelte fatte si sono rivelate dannose per tutta la città. Pensiamo alla viabilità, ai parcheggi, all'ex area Pagani. Oggi è stata davvero una bellissima giornata che apre orizzonti nuovi per la città per la quale i cittadini potranno pensare a un'anima e a un progetto”.

24 ottobre 2009

VIENI A VOTARE ALLE PRIMARIE!

DOMANI, DOMENICA 25 OTTOBRE SI VOTA ALLE PRIMARIE DEL PARTITO DEMOCRATICO.



E' importante esserci perché è un’occasione per partecipare in modo diretto e attivo, per incidere in modo concreto sul futuro del Partito Democratico. Dobbiamo renderlo più forte per un'opposizione più decisa e per diventare un'alternativa concreta alla destra. Facciamo capire a Berlusconi che rifiutiamo la logica dell’affarismo interessato, del tornaconto personale, dell’illegalità e della collusione,partecipiamo tutti e non diamogli motivo di festeggiare il 26 ottobre.

Info sui seggi di Lecco QUI

15 ottobre 2009

CHI HA PAURA DI UN BACIO??


Contro l'omofobia. Manifesta insieme a noi!

Domani, venerdì 16 ottobre vieni al nostro presidio per chiedere una legge concreta contro l'omofobia dopo l'affossamento della proposta di Legge in discussione ieri alla Camera.
Ci troviamo alle 19 in Piazza della Scala a Milano, davanti a Palazzo Marino, dove - insieme ai consiglieri comunali del PD - depositeremo simbolicamente la proposta di mozione dei GD presso il Comune di Milano.

L'odg che trovate QUI è già stato approvato in molti comuni della Lombardia su proposta dei Giovani Democratici e contiamo di farlo approvare in tutta la regione. Per info: www.gdlombardia.it

INVECE SABATO 17 OTTOBRE VIENI A MANIFESTARE A LECCO!

ALLE 17 IN PIAZZA MANZONI

8 ottobre 2009

L'impegno GD contro l'omofobia


A partire da un'iniziativa dei Giovani Democratici di Milano, i GD della Lombardia si stanno attivando nelle istituzioni contro l'omofobia.

Si tratta di far approvare nei Consigli comunali e provinciali della Lombardia unOrdine del Giorno che impegni l'amministrazione ad agire contro le discriminazioni a matrice omofoba, cioè legate all'orientamento sessuale.

L'obiettivo è duplice.
- Dapprima sollecitare eletti e cittadini a discutere sul tema, ancora spesso considerato secondario o vero e proprio tabù.
- Soprattutto, far pressione sul Governo a prendere provvedimenti legislativi contro l'omofobia, ad oggi non contemplata nella legislazione italiana nonostante le sollecitazione dell'unione Europea agli Stati membri.
Chiediamo l'approvazione del Progetto di modifica del codice penale contro l'omofobia. La proposta parte da un progetto di Legge presentato nel 2008 dall'onorevole Paola Concia, ma da tempo fermo nell'iter di discussione e approvazione e attualmente in discussione in commissione Giustizia (vedi dibattito in Commissione). Il progetto originario, unificato con la proposta sul medesimo tema presentata da Di Pietro, ha portato a un testo unificato con un obiettivo semplice, ma fondamentale: introdurre nel codice penale l'aggravante aggravante inerente all'orientamento sessuale della persona della persona offesa dal reato ed all'identità di genere.

>> OdG contro l'omofobia per Consiglio Comunale e Consiglio Provinciale (formato pdf)
>> OdG contro l'omofobia per Consiglio Comunale e Consiglio Provinciale (formato odt)

>> Parlamento europeo: Risoluzione sull'omofobia in Europa (2006)
>> Progetto di Legge unificato contro l'omofobia (Disposizioni in materia di reati commessi per finalità di discriminazione o di odio fondati sull'orientamento sessuale o sull'identità di genere: introduzione nel codice penale dell’aggravanteinerente all’orientamento sessuale della persona offesa dal reato ed all’identità di genere, testo unificato nel 2009 a partire dalle proposte sul medesimo tema C. 1658 Concia e C. 1882 Di Pietro; realtrice On. Anna Paola Concia)

>> Rassegna stampa su episodi di violenza omofoba (Italia 2009)

BASTA OMOFOBIA!!!


Di fronte al susseguirsi di agghiaccianti episodi di violenza a matrice omofoba in Italia, i Giovani Democratici chiedono da subito alle istituzioni una presa di posizione chiara e azioni concrete per una società che rispetti la persona nella sua interezza e nella sua diversità.

Sabato 10 ottobre, i GDLECCO aderiscono alla marcia contro l'omofobia a Roma per ribadire come fondamentale necessità democratica e civile"interventi legislativi contro l’omofobia e la transfobia, con l'introduzione nel codice penale l'aggravante inerente all'orientamento sessuale della persona offesa dal reato ed all'identità di genere.
Un evento politico per manifestare contro i recenti, troppi atti di omofobia. Per sensibilizzare e per riflettere su quello che dovrebbe essere un semplice atto di civilità: rispettare e godere della ricchezza della diversità".

Sabato 17 ottobre, i GDLECCO aderiscono al corteo "LECCO DICE BASTA ALL'OMOFOBIA" che partirà da Piazza Cermenati alle ore 17 promosso dall'Associazione Renzo e Lucio. Chiediamo a singoli cittadini, associazioni, partiti politici ed enti Locali di scendere in piazza per dire a gran voce basta all’omofobia, per solidarizzare con chi è stato vittima di atti di violenza, per chiedere leggi che tutelino maggiormente le persone gay e lesbiche, per chiedere il riconoscimento giuridico delle unioni omoaffettive e per manifestare il desiderio di uno Stato più Laico e rispettoso di ogni realtà e personalità. Chiediamo una legge contro le discriminazioni motivate dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere, che rimuova gli ostacoli di natura sociale e normativa che limitano l’effettiva uguaglianza delle persone omosessuali e transgender italiane e migranti e che recepisca in modo pieno e sostanziale le Direttive Europee 207/1976 e 78/2000.

E' importante la partecipazione di tutti coloro che non accettano la violenza e la discriminazione. A cominciare dalla nostra partecipazione. Il silenzio, l'indifferenza, sono una forma di complicità. O si condanna apertamente l'omofobia, o se ne è complici.

Ecco perché ti chiediamo di esserci.

4 ottobre 2009

Di Pietro e compagnia bella si ripassino la Costituzione!


Anche io ho firmato e promosso l'appello lanciato da Il Fatto Quotidiano per chiedere al Presidente della Repubblica di non firmare lo scudo fiscale; diciamo che sarebbe potuta essere l'ultima ratio. Tuttavia c'è da dire che il Presidente della Repubblica non è un giudice costituzionale di prima istanza. L'art 87 al comma 5 dice chiaramente : Promulga le leggi ed emana i decreti aventi valore di legge e i regolamenti. Questo comma, letto assieme al primo dello stesso articolo, che lo fa rappresentante dell'unità nazionale, nonché la sua posizione esterna a qualunque potere ma in contatto con tutti (militare,politico-esecutivo, politico-legislativo e della giustizia), rende la sua, una figura di "garanzia", di bilanciamento fra i vari soggetti del sistema costituzionale italiano.

Detto questo : può un Presidente dichiarare incostituzionale e rifiutarsi di firmare ? in realtà no. Il Presidente può, al massimo, rimandare alle camere un testo se ritiene che questo abbia gravi e palesi indizi di incostituzionalità. Il suo non può essere un giudizio giurisprudenziale perché non è quello il suo compito, può al massimo essere un'indicazione; tanto che, pure se dovesse rinviare il testo alle camere, le indicazioni segnate nella motivazione di rinvio, potrebbero anche non essere ascoltate ed il testo potrebbe essere rivotato nel medesimo modo.

Il Presidente della Repubblica è un organo di bilanciamento fra i poteri, non di giudizio; per quello c'è la Corte Costituzionale, cui prego i parlamentari dell'opposizione di accedere; anche se verrebbe ad essere un atto meramente simbolico, in quanto i reati e gli illeciti ormai estinti non potrebbero essere ripresi (in base al principio di garanzia) e con l'anonimato potrebbe essere che non si riesca a recuperare i nominativi dei titolari che hanno rimpatriato i soldi. Nel caso, staremo a vedere.

NON SI DIANO AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA LE COLPE DEL LEGISLATIVO E DELL'ESECUTIVO : SONO IL PARLAMENTO ED IL GOVERNO A DETENERE IL POTERE DI LEGIFERARE, NON LA PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA E CHI SI SCAGLIA CONTRO IL PRESIDENTE, È MEGLIO CHE SI LEGGA UN PÒ LA COSTITUZIONE.

Insomma, se governo e parlamento fanno leggi intollerabili, la colpa è del parlamento e del governo, quindi dei parlamentari che quel decreto lo hanno votato, quei ministri che quel decreto lo hanno votato, e pure di quei parlamentari che quel giorno non c'erano. Al più, si può dire ai cittadini che hanno sbagliato partiti da votare ma non si faccia l'errore di attribuire le colpe a chi di responsabilità non ne può avere.

Non è perché si fa un appello al Presidente che si può pretendere di cambiare la Costituzione, se la si vuole cambiare, si propongano iniziative parlamentari.

Quindi Di Pietro la smetta con dichiarazione infanganti come quella rilasciata dopo il voto, dando del vile al nostro presidente!

Art. 87. FUNZIONI DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Il Presidente della Repubblica è il capo dello Stato e rappresenta l’unità nazionale.

Può inviare messaggi alle Camere.

Indice le elezioni delle nuove Camere e ne fissa la prima riunione.

Autorizza la presentazione alle Camere dei disegni di legge di iniziativa del Governo.

Promulga le leggi ed emana i decreti aventi valore di legge e i regolamenti.

Indice il referendum popolare nei casi previsti dalla Costituzione.

Nomina, nei casi indicati dalla legge, i funzionari dello Stato.

Accredita e riceve i rappresentanti diplomatici, ratifica i trattati internazionali, previa, quando occorra, l’autorizzazione delle Camere.

Ha il comando delle Forze armate, presiede il Consiglio supremo di difesa costituito secondo la legge, dichiara lo stato di guerra deliberato dalle Camere.

Presiede il Consiglio superiore della magistratura.

Può concedere grazia e commutare le pene.

Conferisce le onorificenze della Repubblica.


Art. 136. Funzioni della Corte Costituzionale

Quando la Corte dichiara l’illegittimità costituzionale di una norma di legge o di atto avente forza di legge, la norma cessa di avere efficacia dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione.

La decisione della Corte è pubblicata e comunicata alle Camere ed ai Consigli regionali interessati, affinché, ove lo ritengano necessario, provvedano nelle forme costituzionali.



LINK :



FONTI E DISCIPLINA DELLA CORTE COSTITUZIONALE

PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA



Andrea Longoni